La musica popolare

di Veronica Bigontina

La musica popolare è l’insieme dei componimenti musicali, cantati e non, che rispondono a un certo modello culturale popolare, di solito corrispondente allo strato basso della società.

La tipologia di musica cambia da luogo a luogo, da nord a sud, dalla montagna al mare.

Il genere musicale popolare ha fondamentalmente tre caratteristiche : semplicità delle melodie, cosa utile per la memorizzazione. Infatti nei tempi antichi le classi sociali più basse non sapendo leggere e  scrivere utilizzavano la trasmissione orale come mezzo comunicativo e di memoria. La seconda caratteristica è la funzionalità, infatti la musica popolare nasce con uno scopo ben preciso. La terza caratteristica è la trasmissione orale che avviene per lo più per imitazione. Si può addirittura parlare di “Creazione Collettiva” proprio perchè trasmettendosi dalle generazioni più vecchie alle più giovani in modo orale, le parole e la musica cambiavano anche in modo molto radicale.

La musica popolare cantata comprende: ninna nanne, filastrocche, canti d’amore, serenate, canti di lotta, canti di lavoro, lamenti, stornelli, canti da osteria, canti contadini.

Perchè è importante tenere viva la musica popolare?

Perchè è un documento socio-antropologico, vivo e concreto, che ci illustra gli usi e i costumi, le caratteristiche di un determinato popolo, oltre che i suoi mutamenti sociali in differenti momenti storici.

Ci riporta ai sapori, agli odori, ai mestieri dei tempi che furono, alla convivialità, alle cose semplici, all’amore e al rispetto per la natura.

Ha il potere di accendere emozioni e sensazioni di rabbia e amore per determinate condizioni umane, di cui i libri di storia non parlano e ci aiuta ad interpretare la realtà di oggi, perchè non molto è cambiato.

Il tempo scorre, il tempo cambia e con esso la musica.

Il mondo è diverso da 100 anni fa, la società, le persone, i mezzi di comunicazione. La nostra società è più frenetica e individualista.

Ma molti concetti espressi dalle canzoni popolari sono ancora estremamente attuali, tanto da spiazzare!

Come si legge su un muro di Cefalù: “La tradizione è da considerare materia viva e in continua evoluzione, rimane solo memoria”